THOUSANDS OF FREE BLOGGER TEMPLATES

sabato 18 aprile 2009

Asking is for free.

Soon.

venerdì 17 aprile 2009

"I'm tangled up what can I do?"

Il titolo sottende...

Oggi giornata strana, di pioggia soleggiata. 
Pensavo a molte cose, mai realmente al punto della questione.
Comunque, grazie in particolare ad uno spunto ricevuto in questi giorni, ho ricominciato a riflettere sul mio ruolo all'interno della rete sociale della società in cui sto vivendo. Insomma, alla fine io sono una spalla o un eroe? Per gli altri sono una presenza silenziosa e insostituibile oppure una luce accecante da seguire con un po' di timore e un po' di ammirazione? E' ovvio che esistano le vie di mezzo, ma c'è un momento nella nostra vita in cui apparteniamo a una di queste categorie, o al limite una serie di momenti. Brevi ma sicuramente significativi. Se trovassi un eroe valido, penso che mi sacrificherei. Ma in realtà anche un'intera generazione può fare da "eroe"... Non so, sono confuso. I miei post non sono gli unici che fanno riflettere, you see? 

giovedì 16 aprile 2009

Incipit #3

Come tutte le cose di cui si parla troppo, aveva finito per farsi noia e voltastomaco. E poi era sparita, prontamente rimpiazzata da un nuovo oggetto di entusiasmo. Del quale ovviamente si sarebbe nuovamente finiti per parlare troppo. 

Non era tanto per la fuga di notizie, quella stava iniziando a diventare una costante. Prima o poi avrebbe saputo, prima o poi ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe visto, e immancabilmente altri avrebbero chiesto, e lui avrebbe risposto, perché "alle domande poste con educazione si deve pur dare una qualche risposta" gli ricordava sua madre vestita come nel migliore cliché anni '70, lui che gli anni '70 neppure li aveva visti. 
Non che i meccanismi alla base del quieto esistere gli quadrassero particolarmente. Senza capirlo, applicava da tempo ormai quella strana logica in base alla quale quando non si può avere ciò che si desidera si imparare a desiderare altro, in una catena che si arresta quando volere e potere si trovano a combaciare. E forse neppure allora, perché "vai a sapere quello che c'è dietro a quella felicità" diceva il suo amico,  con un tono che lasciava ampio spazio al dubbio che in fondo "sucker's love is heaven sent", come del resto aveva già teorizzato da tempo una band inglese alla fine degli anni '90. 
E d'altra parte che puoi dire quando vengono lì e piagnucolano che "è terrificante doversi adattare a non volere". Niente puoi dire, perché non puoi privarli del thrill del momento, qualunque cosa tu dica. Tanto, oh, l'istinto di sopravvivenza arriva senza tener conto della volontà di chicchessia e spazza via ogni residuato bellico. Al massimo ogni tanto nella gente trovava scorie del passato, dei desideri che non erano stati soddisfatti e pensava "dovrebbero scriverci -contiene desiderio in tracce" perché a certe cose si può anche essere allergici e poi è un gran casino, credetemi. Pensava.
Quindi se ne sarebbe andata, anche questa. "A meno che" pensava. Lui pensava troppo. Anzi, a volte pensava pure che fosse la vita a pensare troppo a lui. "Eppure..." pensava lui. Pensava sempre. A meno che...

Aperitiviamoci [1st weak spot-enjoy]

Io adoro gli aperitivi.
Sia dal punto di vista "enograstronomico" (lol) che da quello sociale. L'aperitivo è un rito tipico dei nuovi trentenni che sta prendendo piega in modo molto deciso anche tra i nostri coetanei. Io personalmente ne sono un cultore. Quando posso organizzo sempre un aperitivo con i miei amici, e anche come "prima uscita" è una cosa che mi piace molto, se non altro perché ti permette di guardare negli occhi chi hai di fronte, cosa che per esempio camminando non si riesce bene a fare.

L'aperitivo è un'occasione molto particolare perchè sta sempre nel mezzo, tra pomeriggio e cena. E' un momento molto "denso" e isolato, ti ci devi preparare con una certa cura. La gente che va a fare l'aperitivo ha sempre un bell'aspetto. L'aperitivo può anche essere una cosa mondana, ma a me la mondanità non piace, preferisco la Gente, il mondo. Il mio aperitivo ideale, infatti, sarebbe da qualche parte in campagna, su un prato assolato, verso il tramonto. Quando ancora il sole riscalda un po' ma c'è già bisogno di mettersi qualcosa sopra. E rigorosamente col vento che fa venire quel brividino... Poi, vabbè, in mancanza di questi elementi ci si accontenta anche di molto meno, un qualsiasi posto a Firenze - e anche provarne tanti diversi ha un che di bellino.

Dagli aperitivi nascono spesso idee interessanti e ci si conosce meglio che in altre occasioni. La gente parla con una naturalezza che va perduta poco prima di cena. E si riacquista, sbiadita e assonnata, in piena notte.

Onestamente la ragione di questo post mi è oscura. Forse rientra nel discorso del contegno. O forse no. Eheheh... Vado a casa ma lascio la luce accesa.

mercoledì 15 aprile 2009

Sangue di maiale

Io sono bravo ma devo imparare a darmi un contegno. Questa la conclusione principale di oggi.

martedì 14 aprile 2009

Odore di Vape,..

In camera mia c'è un giorno che segna puntualmente la svolta dell'anno. E' come la goccia che fa traboccare il vaso, il granello di sabbia che sposta il perfetto equilibrio di una bilancia. E' il giorno che arriva e dice: "Da oggi in poi si va verso l'estate e il caldo, il freddo invernale è finito!". E so che non avrò più bisogno di maglione, piumino. So che mi scoprirò sempre più spesso sudato e che un po' mi scoccerà. 

E' il giorno in cui entro in camera e sento senza possibilità di errore che mia mamma ha messo su il Vape. Avete presente? E' quell'aggeggio che si usa per mandare via le zanzare, funziona con le piastrine o con una boccetta di liquido, a seconda del modello. Ne hanno commercializzate diverse versioni, ormai sempre più tecnologiche, con promesse di profumi sempre più leggiadri. Eppure, forse anche voi vi sarete accorti che, alla fine, tutti i Vape hanno più o meno lo stesso retrogusto. E' difficile da descrivere, ma credo che nell'intenzione degli inventori ci dovesse essere un qualche velleitarismo floreale... Sa un po' di fiore sintetico, di natura di plastica, un po' profumata e un po' velenosa. Se lo tieni troppo acceso diventa fastidioso.  Ma in effetti le zanzare le manda via sul serio.

Ieri sono entrato in camera e l'odore del Vape mi ha investito in pieno. Nel giro di mezzo secondo mi ha colpito in pieno volto la consapevolezza che abbiamo passato il giro di boa, con tutte le considerazioni che questo poteva comportare. Caldo sole vacanze da definire fissare prenotare esame di anatomia da dare ma vediamo se riesco a dare anche fisiologia e genetica prima di agosto così poi sai che bello tornare a settembre settembre è stupendo se non hai niente da fare non fa abbastanza caldo per star male Ma sono stanco siamo stanchi e tutto pesa quando si passa la boa ed è un grosso problema se penso che tanto altro può ancora succedere ah domani tutto il giorno in laboratorio che sonno una vita senza caffè è possibile ma si arriva la sera che si schianta dal sonno ommioddio e lei che non mi lascia in pace e lui e i suoi ritorni blitz krieg ma essere stanchi è bello perché se non ti spremi quando hai 20 anni quando cazzo lo fai?

Anche oggi odore di Vape. Penso che non mi ci abituerò mai. Ma almeno la notte nemmeno un ronzio.

lunedì 13 aprile 2009

Beato chi non ha tempo

...Perché non avere tempo significa averne fino al collo, e questo è positivo.

Detto questo, domani avrà inizio una settimana a dir poco fiammeggiante. Anzitutto, però, faccio gli auguri a chi darà l'esame di Anatomia I. Forza ragazzi. 
Poi, questa è soprattutto la settimana delle mie attività di laboratorio, e dovrei uscirne con molte competenze in più e con gli occhi pieni di meraviglie come PCR, frazionamento cellulare, PARP, forse addirittura il Cometh assay! Forse resterò un po' indietro su anatomia ma, oh, d'altra parte questo è molto più importante. Non è fumo negli occhi come il 90% di quello che ci propinano a lezione. E basta. Ci vediamo come al solito a Careggi.

sabato 11 aprile 2009

[If we survive] I'd like to say how beautiful I think you are

E' sotto gli occhi di tutti il fatto che questo blog stia vivendo una nuova fase di enigmatico splendore - a seconda dei punti di vista. Ed è altrettanto noto che questo sia un sabato sera. Vediamo di sviluppare questi concetti prima di passare al nocciolo della questione.


La degenerazione aretina della mia parlata, anche, è cosa ormai nota. Colpa dei miei geni made in San Sepolcro. 

Sul primo punto, sospetto che ci sia molto più da dire di quanto non mi venga in mente. Non so se si è capito, ma per me questo particolare blog è soprattutto un esperimento. Un esperimento mirato a fornire suggestioni. E le suggestioni, nella fattispecie, sono costituite dal mio tentativo di fondere le cose che voglio dire con quelle che, irrimediabilmente, non riesco a dire per incapacità intrinseca o per mancanza di "guts". Il risultato sono questi post che alternano con sorprendente disinvoltura passaggi criptici ad aperture quasi "solari" nelle quali forse riesco addirittura a spiegare in una forma quantomeno decente la mia visione del mondo e il mio entusiasmo per le cose che vedo e che mi succedono. Ma il succo è che quando scrivo voglio anzitutto comunicare. A partire dai titoli dei post - quasi mai comunque rivolti ad un interlocutore reale.  Ma sì, voglio comunicare e ricevere feedback. Voglio comunicare per avvicinare la gente a me. O per non lasciar fuggire i moments of being della mia quotidianità - che comunque credo sia la stessa identica cosa. Quindi, occhio.

In secondo luogo, è sabato sera, sì. L'eccessiva motilità del mio colon, tuttavia, mi impone di astenermi dalla consumazione di alcol e dall'allontanarmi dalla sicurezza delle mura domestiche. Insomma, c'ho l'influenza eh. E questo perché nessuno pensi che la mia nerdità biochimica sia ormai oltre i livelli di sicurezza. 

Veniamo dunque al nocciolo, come promesso. Poco fa parlavo con un mio amico di musica e la discussione - una chiacchierata che non ha raggiunto particolari vette di aulicità, come tante altre - era nata dalla sua richiesta di un mio parere su due chitarristi: Slash e Joe Perry. 
Vi faccio intanto presente che la mia scaffalatura Ikea mi è crollata addosso e ho dovuto interrompere la stesura di questo post per portare l'Ordine nel caos generatosi.  Mah...
Dicevo. Ecco, alla fine della discussione il mio amico ha fatto un commento che suonava più o meno così: "Beh sì... In effetti tu sei più orientato sul metal... Io invece sono più fedele alle vecchie glorie del rock classico...". Questa sua uscita mi ha dato modo di riflettere su qualcosa di veramente banale: alla gente piacciono cose diverse. Questo è particolarmente evidente quando si parla della cavità nella quale... ci siamo capiti. Ma, battutacce scontate a parte, è effettivamente pazzesco. Sì, perché il fatto che a due persone possano piacere, per esempio, due stili musicali completamente differenti, implica una considerazione a monte: in quelle due persone certe reazioni emotive che determinano il "piacere" hanno dei "pathway di attivazione" differenti. E questo è molto affascinante dal mio punto di vista, perché spesso mi rendo conto di essere davvero molto curioso di scoprire cosa trovano gli altri nelle cose che amano. Non sempre ci riesco, perchè in fondo anche questa è una delle tante barriere imposte dall'incomunicabilità che di fatto regna tra gli individui. Però ogni tanto penso che ci si possa arrivare vicini, e allora è molto bello. Senti proprio il "sapore" dell'altro. E ogni tanto te ne innamori pure.

giovedì 9 aprile 2009

3 minutes older

Avrei voluto trovare un video su youtube con questa canzone come sottofondo, perché sarebbe stato bello metterla qua, a ornare questo post - a dire il vero un po' premeditato. Ma non l'ho trovato. "3 Minute older" degli A Toys' Orchestra, band italiana semisconosciuta. Me la fece conoscere un mio caro amico, in un momento che non è più tornato.


"When this song will end I'll be 3 minutes older"

Dice la canzone. E' una verità talmente fondamentale da risultare scontata e allo stesso tempo estraniante ed incredibile. Pensarci è come rendersi conto di avere gli occhiali in testa dopo un'ora passata a cercarli, disperando ormai della loro sorte. Quando avrò scritto questo posto sarò un quarto d'ora più vecchio. E non sarò più come prima. I cambiamenti avvengono così, si diventa minutes older senza rendersene conto. Il cambiamento nel frattempo è lì, si sta preparando, minuto su minuto. Poi un giorno ti colpisce perché i minuti sono diventati troppi. E ti sembra di essere cambiato di punto in bianco, quando invece stavi mutando ad ogni canzone che finivi di ascoltare. Inevitabile pensare al panta rhei eracliteo. Ma quello a cui sto pensando è meno abissale, illusoriamente meno ineluttabile e più malinconico. 
La vita è fatta di strade e di coincidenze. Indubbiamente. Gran parte di quello che ci succede è frutto di una combinazione di eventi largamente indipendente dalla nostra volontà, è un dato di fatto. E lo sapete qual è la cosa buffa? Che saperlo non cambia niente. Tranne, forse, renderci più malinconici, di una malinconia positiva, simile alla nostalgia. Ci si affeziona. E secondo me aiuta anche ad essere felici. 
Ogni situazione della nostra vita dal momento che si presenta è l'unica possibile. E non voglio parlare di destino, assolutamente. Voglio solo dire che vivere significa anche, se non soprattutto, escludere tutte le possibilità tranne una. E' una rinuncia costante a tutte le cose meno una. In quei tre minuti di "invecchiamento" abbiamo continuato a differenziarci, individuandoci in qualcuno, in qualcuno che siamo noi. Che stiamo diventando noi. D'altra parte questa vale anche per le cellule prese singolarmente. Il differenziamento non è altro che la rinuncia ad esprimere determinati geni a favore di altri. Non si può fare tutto. Spesso si può fare una cosa sola. E questo, se volete, rende ancora più bello vivere. Oh, bisogna essere forti per rinunciare continuamente. E bisogna anche essere orgogliosi di quello che possiamo fare per scegliere, quando ci è concesso. 

Poi ci sono le occasioni perse. I treni che vediamo partire restando impalati sul marciapiede del binario. Anche quelli sono un po' malinconici. Però di buono c'è che a perdere i treni si è sempre in molti, e si fa amicizia in attesa di quello successivo. Certe persone mi piacciono e mi incuriosiscono incredibilmente. E sono 15 minuti più vecchio. Ahiai...

mercoledì 8 aprile 2009

I would like to introduce you [to the finer things]

Dire che la vita è bella è una cosa molto meno banale di quanto non sembri. 

Soprattutto per uno che ama la bellezza e odia gli esteti. 

Una brevissima conversazione avuta ieri mi ha fatto mettere a fuoco un dettaglio tutt'altro che trascurabile. Ok, adesso la prenderò larga, ma cercate di seguirmi. Chi mi conosce poco, magari solo di vista, tende a pensare che io sia una persona molto rigida e che mi porti dentro una sorta di rabbia mista a irritazione. Tendo a mettere un po' in soggezione le persone. But this is not the case. Sono una persona a dir poco senza filtri. Nel senso che sono incapace di sviluppare un contegno alle mie emozioni, tanto da farle sempre trasparire come le bollicine nella birra chiara. A volte la mancanza di filtri può essere difficile da gestire, perchè spinge ad adottare comportamenti bizzarri e ad esprimersi in modo contorto e criptico: una forma di ultima, disperata difesa nei confronti di un pericolo già imminente. Però, devo dire che a me piace l'idea di prestarmi bene alla lettura da parte degli altri. E il motivo è che credo di poter essere una lettura abbastanza interessante, e che credo fermamente che una vita in cui non ci si concede agli altri sia per buona parte sprecata - fermo restando che il permanere di territori noti soltanto a noi stessi è fondamentale. 
Questo preambolo, per giungere ad un dato di fatto: un mio lato che tende spesso a scontrarsi con persone, cose e situazioni è la mia ossessione, a tratti donchisciottesca, per la "giustizia". Intesa in senso "cosmico", e applicata anche laddove il concetto stesso risulta risibile, fuori luogo, paradossale, palesemente inapplicabile. A volte ce l'ho col mondo perché le cose vanno male. A volte ce l'ho con certe persone perché le trovo meschine e misere, e perché so che un domani saranno le stesse che dovrò combattere per raggiungere i miei obiettivi - chiamiamoli pure sogni. 
Sono anche estremamente orgoglioso, di tante cose. Forse un pochino presuntuoso perché penso sempre di avere cose importanti da dire, quando invece posso solo dire cose già dette, o comunque cose normali, di tutti i giorni. E non capisco che questo non pregiudica la dignità di quello che dico. 
In ogni caso, tendo spesso a partire per crociate contro mulini a vento. Generiche categorie di individui, generiche ingiustizie, ordinaria amministrazione.

Ecco, basta. Da oggi basta combattere. Piuttosto, voglio fare. Costruire la mia alternativa a ciò che non voglio vedere. Per molti questa è una considerazione banale, già acquisita. Per me non lo era. 

E comunque, simple discourse breaks you clean, simple discourse breaks you clean in half.