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lunedì 20 aprile 2009

Dive [Bombs]

Ci sono cose che non richiedono "tecnica" o "mestiere". A volte bisognerebbe buttarsi e basta, prima che il sole tramonti e il cielo si fonda col mare in un'immensa tela nera. 

domenica 19 aprile 2009

Self-Made Spring

Il concerto del 2 Maggio si avvicina. Gli Heatcliff tornano sul palco dopo mesi di assenza dalle scene, e questa volta saremo in formazione completa. Il luogo è l'Exenzia, a Prato, e sarà un'occasione piuttosto importante dato che si sta ormai imponendo come il locale di riferimento della Scena. Da parte mia sono meno eccitato che in passato. Non so se l'ebbrezza del palco mi sia passata con l'esperienza o se, piuttosto, questa situazione mi stia lasciando un po' indifferente. Tendo a pensare che la verità sia più vicina alla seconda ipotesi... In effetti questo concerto mi è un po' caduto tra capo e collo, anche se è stato fissato da tempo. Prima ero molto più focalizzato sulle attività di una band che, a dirla tutta, risente tantissimo in termini di efficienza del mio umore. Adesso, beh, ho tante cose da fare. Ma soprattutto, ho imboccato con decisione e coraggio la mia strada di studio, quella che piano piano mi sta portando verso un "futuro professionale" che in fondo è già cominciato. Anzi, in fondo, comincia nel preciso istante in cui ti rendi conto che ci stai pensando. 

Insomma, questa volta mi sento un po' sbalzato sul palco, trascinato da chi prima si faceva trascinare dal mio entusiasmo e dalle mie velleità. Se da una parte questo stato d'animo mi fa vedere il concerto sotto un'ottica completamente ridimensionata e poco entusiastica, dall'altra è anche vero che qualsiasi bella sorpresa quella sera avrà un effetto amplificato. Proprio perché non avverto il senso dell'aspettativa dalla serata. Non c'è niente da vincere. Dobbiamo solo suonare per una mezz'oretta, meglio che possiamo, sperando di infilare tutti i passaggi nel modo giusto. Il che comunque non è mai semplice visti i pezzi che scriviamo. 
A dire il vero non so nemmeno se e a chi dirò di venirci a sentire. A parte lo zoccolo duro dei vecchi amici, questa potrebbe essere un'occasione per riunire un bel gruppetto di persone più o meno vicine a me. L'idea mi tenta, ma poi ho paura che vada a finire come di consueto: io troppo preso dalla sistemazione di amplificatori e chitarre, stanco morto... E alla fine dedico mezzo minuto ad ognuno. E io così non ce la faccio, perché ci perderei le ore a parlare coi miei amici, specialmente laddove c'è ancora molto da scoprire. 
E poi permane questo senso di stanchezza, che per esempio non avverto minimamente quando sono all'Università o a studiare in biblioteca. Anzi. Lì sono entusiasta. Non tanto perché studiare il plesso sacrale sia un'attività divertente, quanto perché ormai frequentare questi ambienti comporta l'interazione con persone che mi danno qualcosa di nuovo. Sempre nuovo. E' stupefacente, perché ogni giorno si conosce gente nuova ed escono nuove idee, ogni giorno ho un motivo in più per non tornare a casa dopo le lezioni, come fanno molti, e rimanere a vivere fino all'ultimo minuto la  mia "vita universitaria". Mi piacerebbe che la mia vita lavorativa fosse esattamente così, segnata da persone che mi stimolino in continuazione e che mi sappiano regalare quell'oasi di autenticità e spensieratezza che, come molti sanno, mi è mancata profondamente quando ero più piccolo. Per questo, forse, adesso mi sento molto più "piccolo" di quanto mi sentissi durante gli anni del liceo, e questo mi piace, perchè finalmente posso respirare ed esprimere cose che prima mai e poi mai avrei potuto mostrare con questa libertà. 

Sul concerto ho cambiato idea, mentre scrivevo. Cercherò di portarci un botto di gente. E spaccheremo il culo. Oh.

sabato 18 aprile 2009

Asking is for free.

Soon.

venerdì 17 aprile 2009

"I'm tangled up what can I do?"

Il titolo sottende...

Oggi giornata strana, di pioggia soleggiata. 
Pensavo a molte cose, mai realmente al punto della questione.
Comunque, grazie in particolare ad uno spunto ricevuto in questi giorni, ho ricominciato a riflettere sul mio ruolo all'interno della rete sociale della società in cui sto vivendo. Insomma, alla fine io sono una spalla o un eroe? Per gli altri sono una presenza silenziosa e insostituibile oppure una luce accecante da seguire con un po' di timore e un po' di ammirazione? E' ovvio che esistano le vie di mezzo, ma c'è un momento nella nostra vita in cui apparteniamo a una di queste categorie, o al limite una serie di momenti. Brevi ma sicuramente significativi. Se trovassi un eroe valido, penso che mi sacrificherei. Ma in realtà anche un'intera generazione può fare da "eroe"... Non so, sono confuso. I miei post non sono gli unici che fanno riflettere, you see? 

giovedì 16 aprile 2009

Incipit #3

Come tutte le cose di cui si parla troppo, aveva finito per farsi noia e voltastomaco. E poi era sparita, prontamente rimpiazzata da un nuovo oggetto di entusiasmo. Del quale ovviamente si sarebbe nuovamente finiti per parlare troppo. 

Non era tanto per la fuga di notizie, quella stava iniziando a diventare una costante. Prima o poi avrebbe saputo, prima o poi ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe visto, e immancabilmente altri avrebbero chiesto, e lui avrebbe risposto, perché "alle domande poste con educazione si deve pur dare una qualche risposta" gli ricordava sua madre vestita come nel migliore cliché anni '70, lui che gli anni '70 neppure li aveva visti. 
Non che i meccanismi alla base del quieto esistere gli quadrassero particolarmente. Senza capirlo, applicava da tempo ormai quella strana logica in base alla quale quando non si può avere ciò che si desidera si imparare a desiderare altro, in una catena che si arresta quando volere e potere si trovano a combaciare. E forse neppure allora, perché "vai a sapere quello che c'è dietro a quella felicità" diceva il suo amico,  con un tono che lasciava ampio spazio al dubbio che in fondo "sucker's love is heaven sent", come del resto aveva già teorizzato da tempo una band inglese alla fine degli anni '90. 
E d'altra parte che puoi dire quando vengono lì e piagnucolano che "è terrificante doversi adattare a non volere". Niente puoi dire, perché non puoi privarli del thrill del momento, qualunque cosa tu dica. Tanto, oh, l'istinto di sopravvivenza arriva senza tener conto della volontà di chicchessia e spazza via ogni residuato bellico. Al massimo ogni tanto nella gente trovava scorie del passato, dei desideri che non erano stati soddisfatti e pensava "dovrebbero scriverci -contiene desiderio in tracce" perché a certe cose si può anche essere allergici e poi è un gran casino, credetemi. Pensava.
Quindi se ne sarebbe andata, anche questa. "A meno che" pensava. Lui pensava troppo. Anzi, a volte pensava pure che fosse la vita a pensare troppo a lui. "Eppure..." pensava lui. Pensava sempre. A meno che...

Aperitiviamoci [1st weak spot-enjoy]

Io adoro gli aperitivi.
Sia dal punto di vista "enograstronomico" (lol) che da quello sociale. L'aperitivo è un rito tipico dei nuovi trentenni che sta prendendo piega in modo molto deciso anche tra i nostri coetanei. Io personalmente ne sono un cultore. Quando posso organizzo sempre un aperitivo con i miei amici, e anche come "prima uscita" è una cosa che mi piace molto, se non altro perché ti permette di guardare negli occhi chi hai di fronte, cosa che per esempio camminando non si riesce bene a fare.

L'aperitivo è un'occasione molto particolare perchè sta sempre nel mezzo, tra pomeriggio e cena. E' un momento molto "denso" e isolato, ti ci devi preparare con una certa cura. La gente che va a fare l'aperitivo ha sempre un bell'aspetto. L'aperitivo può anche essere una cosa mondana, ma a me la mondanità non piace, preferisco la Gente, il mondo. Il mio aperitivo ideale, infatti, sarebbe da qualche parte in campagna, su un prato assolato, verso il tramonto. Quando ancora il sole riscalda un po' ma c'è già bisogno di mettersi qualcosa sopra. E rigorosamente col vento che fa venire quel brividino... Poi, vabbè, in mancanza di questi elementi ci si accontenta anche di molto meno, un qualsiasi posto a Firenze - e anche provarne tanti diversi ha un che di bellino.

Dagli aperitivi nascono spesso idee interessanti e ci si conosce meglio che in altre occasioni. La gente parla con una naturalezza che va perduta poco prima di cena. E si riacquista, sbiadita e assonnata, in piena notte.

Onestamente la ragione di questo post mi è oscura. Forse rientra nel discorso del contegno. O forse no. Eheheh... Vado a casa ma lascio la luce accesa.

mercoledì 15 aprile 2009

Sangue di maiale

Io sono bravo ma devo imparare a darmi un contegno. Questa la conclusione principale di oggi.

martedì 14 aprile 2009

Odore di Vape,..

In camera mia c'è un giorno che segna puntualmente la svolta dell'anno. E' come la goccia che fa traboccare il vaso, il granello di sabbia che sposta il perfetto equilibrio di una bilancia. E' il giorno che arriva e dice: "Da oggi in poi si va verso l'estate e il caldo, il freddo invernale è finito!". E so che non avrò più bisogno di maglione, piumino. So che mi scoprirò sempre più spesso sudato e che un po' mi scoccerà. 

E' il giorno in cui entro in camera e sento senza possibilità di errore che mia mamma ha messo su il Vape. Avete presente? E' quell'aggeggio che si usa per mandare via le zanzare, funziona con le piastrine o con una boccetta di liquido, a seconda del modello. Ne hanno commercializzate diverse versioni, ormai sempre più tecnologiche, con promesse di profumi sempre più leggiadri. Eppure, forse anche voi vi sarete accorti che, alla fine, tutti i Vape hanno più o meno lo stesso retrogusto. E' difficile da descrivere, ma credo che nell'intenzione degli inventori ci dovesse essere un qualche velleitarismo floreale... Sa un po' di fiore sintetico, di natura di plastica, un po' profumata e un po' velenosa. Se lo tieni troppo acceso diventa fastidioso.  Ma in effetti le zanzare le manda via sul serio.

Ieri sono entrato in camera e l'odore del Vape mi ha investito in pieno. Nel giro di mezzo secondo mi ha colpito in pieno volto la consapevolezza che abbiamo passato il giro di boa, con tutte le considerazioni che questo poteva comportare. Caldo sole vacanze da definire fissare prenotare esame di anatomia da dare ma vediamo se riesco a dare anche fisiologia e genetica prima di agosto così poi sai che bello tornare a settembre settembre è stupendo se non hai niente da fare non fa abbastanza caldo per star male Ma sono stanco siamo stanchi e tutto pesa quando si passa la boa ed è un grosso problema se penso che tanto altro può ancora succedere ah domani tutto il giorno in laboratorio che sonno una vita senza caffè è possibile ma si arriva la sera che si schianta dal sonno ommioddio e lei che non mi lascia in pace e lui e i suoi ritorni blitz krieg ma essere stanchi è bello perché se non ti spremi quando hai 20 anni quando cazzo lo fai?

Anche oggi odore di Vape. Penso che non mi ci abituerò mai. Ma almeno la notte nemmeno un ronzio.

lunedì 13 aprile 2009

Beato chi non ha tempo

...Perché non avere tempo significa averne fino al collo, e questo è positivo.

Detto questo, domani avrà inizio una settimana a dir poco fiammeggiante. Anzitutto, però, faccio gli auguri a chi darà l'esame di Anatomia I. Forza ragazzi. 
Poi, questa è soprattutto la settimana delle mie attività di laboratorio, e dovrei uscirne con molte competenze in più e con gli occhi pieni di meraviglie come PCR, frazionamento cellulare, PARP, forse addirittura il Cometh assay! Forse resterò un po' indietro su anatomia ma, oh, d'altra parte questo è molto più importante. Non è fumo negli occhi come il 90% di quello che ci propinano a lezione. E basta. Ci vediamo come al solito a Careggi.

sabato 11 aprile 2009

[If we survive] I'd like to say how beautiful I think you are

E' sotto gli occhi di tutti il fatto che questo blog stia vivendo una nuova fase di enigmatico splendore - a seconda dei punti di vista. Ed è altrettanto noto che questo sia un sabato sera. Vediamo di sviluppare questi concetti prima di passare al nocciolo della questione.


La degenerazione aretina della mia parlata, anche, è cosa ormai nota. Colpa dei miei geni made in San Sepolcro. 

Sul primo punto, sospetto che ci sia molto più da dire di quanto non mi venga in mente. Non so se si è capito, ma per me questo particolare blog è soprattutto un esperimento. Un esperimento mirato a fornire suggestioni. E le suggestioni, nella fattispecie, sono costituite dal mio tentativo di fondere le cose che voglio dire con quelle che, irrimediabilmente, non riesco a dire per incapacità intrinseca o per mancanza di "guts". Il risultato sono questi post che alternano con sorprendente disinvoltura passaggi criptici ad aperture quasi "solari" nelle quali forse riesco addirittura a spiegare in una forma quantomeno decente la mia visione del mondo e il mio entusiasmo per le cose che vedo e che mi succedono. Ma il succo è che quando scrivo voglio anzitutto comunicare. A partire dai titoli dei post - quasi mai comunque rivolti ad un interlocutore reale.  Ma sì, voglio comunicare e ricevere feedback. Voglio comunicare per avvicinare la gente a me. O per non lasciar fuggire i moments of being della mia quotidianità - che comunque credo sia la stessa identica cosa. Quindi, occhio.

In secondo luogo, è sabato sera, sì. L'eccessiva motilità del mio colon, tuttavia, mi impone di astenermi dalla consumazione di alcol e dall'allontanarmi dalla sicurezza delle mura domestiche. Insomma, c'ho l'influenza eh. E questo perché nessuno pensi che la mia nerdità biochimica sia ormai oltre i livelli di sicurezza. 

Veniamo dunque al nocciolo, come promesso. Poco fa parlavo con un mio amico di musica e la discussione - una chiacchierata che non ha raggiunto particolari vette di aulicità, come tante altre - era nata dalla sua richiesta di un mio parere su due chitarristi: Slash e Joe Perry. 
Vi faccio intanto presente che la mia scaffalatura Ikea mi è crollata addosso e ho dovuto interrompere la stesura di questo post per portare l'Ordine nel caos generatosi.  Mah...
Dicevo. Ecco, alla fine della discussione il mio amico ha fatto un commento che suonava più o meno così: "Beh sì... In effetti tu sei più orientato sul metal... Io invece sono più fedele alle vecchie glorie del rock classico...". Questa sua uscita mi ha dato modo di riflettere su qualcosa di veramente banale: alla gente piacciono cose diverse. Questo è particolarmente evidente quando si parla della cavità nella quale... ci siamo capiti. Ma, battutacce scontate a parte, è effettivamente pazzesco. Sì, perché il fatto che a due persone possano piacere, per esempio, due stili musicali completamente differenti, implica una considerazione a monte: in quelle due persone certe reazioni emotive che determinano il "piacere" hanno dei "pathway di attivazione" differenti. E questo è molto affascinante dal mio punto di vista, perché spesso mi rendo conto di essere davvero molto curioso di scoprire cosa trovano gli altri nelle cose che amano. Non sempre ci riesco, perchè in fondo anche questa è una delle tante barriere imposte dall'incomunicabilità che di fatto regna tra gli individui. Però ogni tanto penso che ci si possa arrivare vicini, e allora è molto bello. Senti proprio il "sapore" dell'altro. E ogni tanto te ne innamori pure.