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lunedì 5 gennaio 2009

さあ




合格?

domenica 4 gennaio 2009

Filare.

Ho capito. Tendere fili... Insinuarli nei più piccoli spazi, lambire silenziosamente i contorni senza farsi scoprire. E a quel punto i fili diventano le fila, e tu il loro tessitore e padrone.

sabato 3 gennaio 2009

Tentai Kansoku...


知らないものを知ろうとして
Per scoprire quello che ancora non so
見えないものを見ようとして
Per vedere quello che si nascondeva ai miei occhi
望遠鏡を担いでった
Ho preso il mio telescopio e sono andato...
始めようか天体観測
Cominciamo la nostra esplorazione della volta celeste
ほうき星を探して
A caccia di stelle cadenti

Liberamente tratto e tradotto da Bump of Chicken, "Tentai Kansoku"




After Dark

剥がれ落ちた羽にも気づかずに飛ぶ


Può bastare una notte per invertire una tendenza, per risucchiare un'erniazione del proprio dolore all'interno di un muro di volontà e determinazione. Sono migliorato. Forse basterebbe dormire 10 ore a notte per stare così bene, forse basterebbe modificare l'elenco delle proprie priorità. L'ansia è un nemico alla portata di tutti, e io stanotte sono riuscito a strapparle un bel pezzo di terreno di guerra. Un altro paio di assalti e sarà costretta a battere in ritirata. Ce la faremo.

Lunedì voglio tornare in viale Morgagni. Non ci sarà quasi nessuno, ma almeno sarà la Cura. E la Prova, allo stesso tempo. Se tutto funziona, se tutto è organicamente a posto, allora il problema è nella mia testa e posso risolverlo senza far male a nessuno, neppure a me. 

E poi Lunedì sera ci andrò. Farò di tutto per andarci, perché è giunto il momento di lasciare la mia diffidenza alle spalle e di fare una scelta di campo. Provare una cosa non può significare snaturare il proprio modo di essere, perdere qualcosa ed essere contaminati. Può anche voler dire espandersi, accrescere il numero delle possibilità che ci si presentano. Non si può vivere sulle eccezioni, sui colpi di fortuna, sugli incontri casuali voluti da chi, poi, non si sa. Ora sono in difficoltà come persona, ma le mie difficoltà strutturali non pregiudicano l'integrità e la fermezza dei miei valori e dei miei sogni. La problematicità è la vita stessa, la vita di chi sceglie di vivere e non si limita ad esistere. Solo che essa richiede impegno. Perché la problematica impone un confronto, una riflessione, e talvolta anche una scelta. Tutte cose che costano fatica  e partecipazione. Non posso più limitarmi a pensare che certe cose non mi riguardino perchè io sono troppo diverso o migliore. E' tempo di mostrare il valore di quello che ho costruito in due anni e mezzo di fatica e riflessione. E' tempo di ricevere il giusto apprezzamento, ma soprattutto, è tempo di affrontare la problematicità di una condizione che mi accompagnerà probabilmente per sempre e che deve trovarmi sempre preparato, sveglio, partecipe.  A lasciare indietro qualcosa che non serve si è sempre in tempo, ma dimostrare che non serva  è molto più difficile e richiede tempo. Bisogna mettersi in gioco, tornare per strada e ricominciare a incrociare persone. Qualcosa accadrà. E non mi farò rompere le scatole da nessuno. 

 誰にも邪魔されることにはいけん。
お前にもさ。
あはは。






venerdì 2 gennaio 2009

I shouldn't speak her name

構わん。

構わんぞ。

Ecco il sole, è tornato, e con lui anche un po' di voglia di fare. Oh, oggi c'ho pure la sinusite. Gli astrologi siano avvertiti: hanno detto che è l'anno dell'acquario e sarà bene che lo sia davvero, altrimenti saranno guai seri. Scherzi a parte, la voglia di fare è drasticamente calata da 3 giorni a questa parte e non so se essere più arrabbiato o più epicureo. Quest'ultimo è però un atteggiamento che non mi si addice e che ho provato più volte senza troppo successo. Vada per la rabbia allora, perché forse ci sono momenti in cui non si può davvero evitare di essere delusi e di sentire su di sé l'opposizione dell'intero universo. Tutti prima o poi sperimentiamo questa sorta di titanismo cosmico che ci vede agonizzanti e vittime di un fato avverso che, alla fine, non si sa bene neppure quale sia. E come non lo sa nessuno, non lo so neppure io. In questi casi penso che si debba essere un po' fortunati, trovarsi nella condizione giusta per essere più forti di questo virus mentale. Io probabilmente non mi trovo affatto nella condizione ideale per resistere e pensare che "passerà" e che "tanto va sempre a finire che si riparte". Io non mi sono neppure fermato, come posso pensare di ripartire? Preferisco allora affidarmi alla volontà, un oggetto che sto scoprendo di possedere ogni giorno di più. In questo caso la mia volontà dice "hold on", "しっかりせよ", e io la voglio ascoltare. Le cose buone sono preziose per me, e adesso devo mantenere la calma, trovare il mio posto, e cominciare a lavorare di nuovo per non perdere anche questa. 
Che fatica.
Che gente lesa.

でも俺,君が居ない世界には興味が無くなってしまうかも。

giovedì 1 gennaio 2009

Sweeping the dust off the shelves pt. II


Oggi lo direste ancora?

At least in my mind...

Ieri sera non ho fatto nulla, le condizioni psicofisiche non lo permettevano, ma forse potevo forzarmi un po'. In ogni caso oggi sono comunque stanchissimo e ho un mal di testa esagerato. Magari è colpa di Diazepam e Metilbromuro, i miei due compagni obbligati fino a data da destinarsi. 


"The nightmares and bad dreams have become reality [...]"

Tuttavia quest'anno mi sembra iniziato bene. All'insegna del Progetto. Il Progetto è una delle cose più belle che esistano, perché costruisce il futuro a partire da quello che stringi in mano nel presente. E' l'idea che anima ciò che hai, lo reinterpreta, lo investe, ne trae nuovo valore e converte tutto in una costruzione. Come dire.. Un mucchio di legname oggi, una capanna domani. E tra le due entità permane un legame intimo e indissolubile. I soggetti si modificano attraverso tappe intermedie... Ma se c'è un progetto dietro si conserva sempre la memoria di ciò che c'era prima e dello sforzo che si è fatto per arrivarci. Il progetto ha un ΔG fortemente positivo e prevede una riduzione dell'entropia. 
In questo momento ho tanto terreno libero, edificabile. E ho accumulato tanto legname. Credo sia l'ora di iniziare a costruire, e chissà che non ne vangano fuori un paio di capanne decenti. 
Non perderò occasioni e sarò paziente. 

"I know someday you'll be doing the same"

mercoledì 31 dicembre 2008

Katie W. e bye bye 2008

Questo finale d'anno mi sta inghiottendo. Se è vero che la vita va complicandosi di anno in anno quando si cresce e si diventa adulti, allora mi sa che qualcosa mi sta andando storto. 


La quantità di informazioni che devo elaborare è da mozzare il fiato. Vorrei seguire Iamarf perchè mi ero ripromesso di dedicare un po' di tempo a contribuire a qualcosa che condivido profondamente. Non che mi senta in colpa per essere impegnato quanto sono, solo che mi rendo conto che certi processi andrebbero seguiti passo dopo passo, come una reazione di chimica organica. Altrimenti si perdono pezzi, il soggetto che ti sta davanti diventa irriconoscibile, perché ti sei perso tutte le sue metamorfosi intermedie. D'altra parte, però, sono anche contento perchè - in fondo - perdersi lentamente dopo aver dato il proprio contributo è un processo che lascia spazio a nuove generazioni di esseri umani che devono poter costruire da zero, magari partendo da quello che hai lasciato tu. E così si migliora e non si mettono radici. Le radici sgretolano anche le costruzioni più solide. Quindi ragazzi, dateci dentro, sarete sicuramente all'altezza, mi sembra che siate venuti su un po' meglio di noi.

La novità forse è la salute. Non si sa bene perchè. In fondo che c'è di strano? Voglio dire, chi mi conosce sa/capisce che mi stresso molto sulle cose. E' perfettamente logico che prima o poi uno come me tenda a somatizzare. Senza entrare nel dettaglio, speriamo che sia il male minore. Quello maggiore non sarebbe necessariamente mortale, ma certo sarebbe un colpetto non da poco alla mia vita. Sociale e non.

Ecco. Vorrei scrivere ma sento l'autocensura che cala implacabile. E lo si capisce confrontando questo post con lo stile di taluni precedenti. Quando non si saprebbe neppure da che parte cominciare ci si deve accontentare di una magra sintesi un po' fredda della situazione. E non stento a credere che a qualcuno potrebbe comunque sembrare interessante, anche se - ovviamente - "interessante" non è una categoria che a questo blog serva. Questo blog ora come ora serve semplicemente a me per fare il punto della situazione quando proprio non ne posso più e mi sembra di scoppiare. 

L'amore... Non voglio niente. Ma sto ricominciando ad ascoltare i Fenix Tx... Chi mi conosce veramente veramente bene sa cosa significano per me le lyrics si una canzone punkrock senza troppo impegno e senza troppe pretese. Incredibilmente quelle canzoni, popolari all'inizio del nuovo secolo e poi decadute inesorabilmente, hanno sempre esercitato su di me un'attrazione difficile da spiegare. Paradossalmente in quelle frasi semplici e quasi grezze trova espressione la parte più complessa di me. Che forse a questo punto è complessa solo perchè io non la so leggere come si deve. Già, forse in realtà sono semplicissimo. E mi sta anche bene, perchè pensandola così forse ho qualche speranza in più di venirne fuori senza far fuori nessuno. Ahah. Ma non si può non volere... Bene o male, ci deve essere the voice inside your head. Altrimenti stai palesemente barando. Ed è tutto fin troppo strano adesso. Sono lo specialista degli inizi folgoranti dal 1988. Se parte di questo talento avessi imparato ad usarlo per quello che viene dopo ogni inizio, sicuramente ora sarei un pochino più felice. Ma desiderare troppo ardentemente non vale lo sforzo, e del resto ormai non mi capita più. Sono entrato nell'ordine di idee che la vita va sempre avanti, e che quando non si può avere una cosa ci si adatti a desiderarne un'altra per non morire di dolore. E io, onestamente, di dolore non son mai morto. E dubito fortemente che questa evenienza possa manifestarsi in futuro. Per inciso, mi sono appena ricordato che un sacco di gente si è lamentata perchè dice che io guardo la gente in modo cattivo. Scusatemi ragazzi, sono miope e ormai devo fare delle espressioni stranissime per riuscire a risolvere le facce della gente a media distanza. Eheh. 
Dicevamo. Beh... Non che ci sia molto altro da dire. Non so se ho trovato qualcosa da amare. E' troppo presto per dirlo e le mie priorità sono appena state modificate da sangue di origine sconosciuta. Sicuramente ho trovato qualcosa (sì, ostiniamoci a usare l'indefinito per gli oggetti anche quando ovviamente di oggetti non si tratta), dicevo, qualcosa da proteggere, difendere, coltivare e boh. E stavolta non è un rootless tree. E' un seme, e al momento per quel che mi riguarda possono essere rose o cavolfiori, non è questo il punto, non è questa la prospettiva da cui lo voglio vedere. Capite? E' qualcosa che va oltre le categorie del sì/no. Nonchè un'occasione per tornare in gioco e fare il culo a chi ha pensato che non avessi più niente da dire o non avessi le capacità e le risorse per emergere nuovamente. E' comunque finita la zona d'ombra, ora si deve combattere, in tutti i sensi e in tutti i campi.
 
E tanto, come direbbero, i Fenix Tx alla loro Katie W, "someday you'll be doing the same". Quando avete ragione ragazzi, alla prima occasione passerò dalle vostre parti e vi stringerò la mano. 

"I'll think of it when I'm high"


...
Va sempre a finire che questo posto vive solo quando vivo io.

martedì 11 novembre 2008

Ricapitolando...

Sì, lo so... Ho cancellato alcuni post. Ho sentito il bisogno di farlo, me ne vergognavo e in un certo senso avevo bisogno di rimuoverli completamente dal quadro attuale. Certo, mi si potrebbe obbiettare che, in fondo, questo significa pur sempre cancellare dei fotogrammi essenziali nell'economia di questo film. Sì, probabilmente è così, eppure non ne potevo fare a meno. 


Ed eccomi qua: ritorno a scrivere dopo aver ampiamente assorbito la crisi estiva e dopo aver ormai appurato che, a conti fatti, la scelta che ho fatto è stata quella azzeccata. Certo, niente mi toglie dalla testa che questo sia solo un processo adattativo: quando non si può volere una cosa, ci si adatta a volerne un'altra. Non migliore, non peggiore, semplicemente diversa. Credo che nella vita ci si debba sempre arrangiare con quello che si ha in mano, in ogni momento si risponde e si reagisce tirando fuori le carte che si hanno sul momento. Non esiste nient'altro, non ci sono alternative. Non esistono "ma" e "se", finali alternativi e ricorsi. Persino il rimorso è completamente insensato. Il presente è la nostra Legge. Tanto meglio abituarcisi subito.

Appurato questo, vi chiederete: cosa sta facendo adesso quel pazzo? Ultimamente ricevo dai miei amici molte lamentele. A quanto pare sto "tirando fuori il peggio di me", e mi sto mostrando distante, nervoso, freddo e sfuggente. Vi dico una cosa: la determinazione rende inevitabilmente soli. E io in questo momento ho bisogno di una quantità disumana di determinazione, perchè l'obiettivo che mi sono posto è uno di quelli per cui bisogna lavorare anni e anni senza cedere, accettando di sacrificare qualcosa. E in questo momento non c'è niente che per me sia più importante. Detto questo, proverò anche a ripensare il modo in cui sto affrontando questo immenso sforzo, perchè certamente se dall'esterno passano certe cose significa che potrei non essere particolarmente lucido. 

domenica 13 luglio 2008

Voglio essere in Giappone

Alice ha risposto alla mia mail... a quanto pare quest'anno riescono a prendere una rete wireless dalla casa di Mari, a Kameari, piccolo sobborgo non troppo lontano dal "centro" di Tokyo. Queste ultimissime settimane sono state tutto un ricordare quello che accadeva poco meno di un anno fa laggiù, nel paese delle meraviglie dove più o meno qualsiasi sogno può essere realtà per almeno un mesetto... Avevo sottovalutato l'impatto del non tornare quest'anno. Adesso vorrei disperatamente essere là, a casa nostra.

E con questo non voglio assolutamente sminuire le cose e le persone che sono qui in Italia... E' solo che io vivo metà qui e metà là...