Una penna e un quaderno. Questi sono i due oggetti che devo tassativamente comprare prima di ogni viaggio, per breve che sia.
La prima pagina, però, la voglio scrivere qua. Il motivo è semplice: è dedicata a voi.
Oggi, quando sono entrato in biomedica e vi ho visti tutti quanti insieme seduti a quel tavolo, che mi guardavate con quell'aria un po' stanca e un po' sorridente, ho capito che qualsiasi dubbio sul mio posto nel mondo se la fa sotto al pensiero che nella mia vita siano entrate persone come voi.
E' come un nuovo sole che sorge da est e tramonta ad ovest, lasciando una scia luminosa anche nell'oscurità di un cuore un po' così, come il mio.
Mi avete visto titubante, frustrato, a caccia di virus T4, esaltato per cose assurde o di nessuna importanza. Se adesso davanti ai vostri occhi posso stare a testa alta, guardarvi con una luce fresca e pervadente, sentirmi al mio posto tra i vostri discorsi, sentirmi parte di ciò che stiamo tutti quanti facendo, è soprattutto grazie a tutti voi. Per questo vi voglio dedicare un applauso. Qualcosa che era fermo da anni si è mosso. Adesso posso pensare, posso sognare un futuro in cui potrò usare meno gli occhiali da sole.
Il mio è un cuore un po' così, e forse rimarrà tale per sempre. Ma voi siete già medici. Il vostro primo paziente sono stato io, e la prognosi è di pura felicità.
Volevo scrivere di più, ma ho la febbre e domani parto. Saluti da Fago.
giovedì 27 marzo 2008
Da un cuore un po' così.
Pubblicato da Shunran alle 3/27/2008 09:41:00 PM 4 commenti
lunedì 24 marzo 2008
Non solo Metal.
-New Found Glory-
What's your problem?
Can't you see it?
And you go and blow it
Like everyone knows you will
Don't leave this rock unturned
'Cause you could like what you find
A sure shot hit
With your name attached to it
Will you keep me in mind?
I won't cast the first stone
Or leave the first mark
But I will leave a lasting impression
You believe what you want
And you said what's been said
And I do hope you learn a lesson
Ohh, do hope you learn a lesson
What's your problem?
Can't you see it?
And you go and blow it
Like everyone knows you will
Don't look too hard for what you want
'Cause it could be on the tip of your tounge
You're holding back
Like there's nothing left to it
Could this be a false alarm?
I won't cast the first stone
Or leave the first mark
But I will leave a lasting impression
You believe what you want
And you said what's been said
And I do hope you learn a lesson
Ohh, do hope you learn a lesson
What's your problem?
Can't you see it?
And you go and blow it
Like everyone knows you will
Why don't you get it together now
Failure's not flattering
When will you show yourself?
When will you show yourself?
Ohh, do hope you learn a lesson
Ohhhh, you'll never learn your lesson
What's your problem?
Can't you see it?
And you go and blow it
Like everyone knows you will
What's your problem?
Can't you see it?
And you go and blow it
Like everyone knows you will
Eat my pure pownage, baby.
Pubblicato da Shunran alle 3/24/2008 03:20:00 PM 1 commenti
domenica 23 marzo 2008
sabato 22 marzo 2008
Dettagli
Ebbene... Dopo una serie di interventi dal contenuto quantomeno enigmatico, credo sia ora di tornare ad una loquela leggermente più esplicita. E' abbastanza tipico della mia personalità ricercare forme di espressione sempre più criptiche, per trasformare i miei interlocutori in viandanti spauriti di fronte ad una complessità che avrebbe solo tanto bisogno di essere salvata ed inclusa in quella nicchia dell'inferno dei vivi che ognuno di essi sceglierà di portarsi dietro.
Questo però non sempre funziona. Anzi, quasi mai. Può fruttare un paio di amori crepuscolari e scalpitanti, ma niente di più.
Per questo, col tempo, ho scelto in modo abbastanza consapevole di essere minimo nell'espressione. Minimo, ma non freddo. Vorrei includere tutto il mondo in un abbraccio, e un abbraccio quante parole può valere?
Mi rendo conto che la mattina, a lezione, possiate esservi fatti un'idea di me un po' deviante. E' vero, io rido molto. Amo ridere e adoro far ridere. Credo siano due tra le cose che più possono incidere sulla qualità della tua giornata. Mi ritengo anche una persona abbastanza leggera e al momento piuttosto serena. Questo significa che tutto si esaurisce in così poco? Niente affatto. Ma il tipo di condivisione che cerco è doloroso e faticoso. Non mi riconosco nella freddezza della scienza, ma neppure nei vertici dell'astrazione letteraria. Credo che la mia natura più autentica emerga nei momenti in cui sono impegnato in un atto creativo, di costruzione, di amore.
Al mondo ho una sola paura in questi primi anni della mia giovinezza. Ho paura di smettere il vizio della nostalgia.
Pubblicato da Shunran alle 3/22/2008 07:20:00 PM 1 commenti
Propositi
傷付くこともなく、恐くはないぞ。
やって来るチャンスで、あんたの心を手にしようぜ。
Pubblicato da Shunran alle 3/22/2008 07:09:00 PM 1 commenti
venerdì 21 marzo 2008
Η φιλη μου που ειναι εολικη
Ψάπφ', ἀδικήει;
καὶ γὰρ αἰ φεύγει, ταχέως διώξει,
αἰ δὲ δῶρα μὴ δέκετ', ἀλλὰ δώσει.
αἰ δὲ μὴ φίλει, ταχέως φιλήσει
κωὔ κε θέλοισα.
Ti ho mai detto quanto siamo d'accordo, amica mia?
Salutami Attys.
Pubblicato da Shunran alle 3/21/2008 02:21:00 PM 0 commenti
La più bella canzone d'amore di sempre (in italiano).
Pubblicato da Shunran alle 3/21/2008 09:48:00 AM 0 commenti
sabato 15 marzo 2008
Curae
Curare, lenire, percuotere il panno polveroso del morbo con il nostro battipanni, respirare la nube miasmatica e intravedere l’estetica del nostro torpore.
Perché vogliamo curare? Qual è la ragione della nostra scelta? A chi appartengono le sofferenze che vogliamo dissipare? Per chi vogliamo veramente apparire solidi, sereni, imperturbabili nel nostro impeccabile controllo della situazione? A chi vogliamo parlare di bioetica, di consenso informato, di aspettative di vita?
Quanti di voi ci hanno pensato?
Attiviamo il nostro sofisticato meccanismo di feedback di conferma, e risponderemo “Agli altri, per gli altri”.
Io non ci sto. Accetto di sembrarvi egoista, un po’ sensazionalista, e rispondo: “ Per me: voglio lenire la mia sofferenza”. Ma quale sofferenza? Sono un ragazzo che non ha mai avuto troppi motivi per soffrire, fatta eccezione per un’infanzia di immensa delicatezza e una prima adolescenza troppo poco spensierata. Quanti di voi sono stati meglio di me? Molti si potranno riconoscere a grandi linee in questa bozza…
La sofferenza è liquida e morbida. È il mare in cui nuotiamo ogni mattina in autobus, quando ci piove addosso la consapevolezza che una nuova primavera sta scalciando anche a Careggi – spring kicks in once again.
Scalcia tra i rami degli alberi, sui volti dei malati, sulla tua faccia un po’ meno stanca, sul respiro affannoso alla quarta ora chiusi nella stanza del Cubo.
La sofferenza ci culla sugli scogli in un tramonto di fine maggio. Sei tornato al mare eh? Che ci sei andato a fare? Tanto lo sapevi che l’acqua era ancora troppo fredda, eppure nona hai sentito ragioni. Volevate andare al mare. “Per staccare”, dici. Il mare è una lastra fredda, e il sole ci spreme dentro il suo sangue.
Io soffro ogni volta che mi coglie un vago riflesso amaranto e mi dice all’orecchio che questa bellezza del mondo mi sfugge e non torna mai più.
Pubblicato da Shunran alle 3/15/2008 10:57:00 PM 2 commenti
Bomba epistemologica [ Compito # 1]
Una bomba epistemologica. Sogno ed incubo di ogni teoria della conoscenza. Non ci è dato di sapere se le navette dell’aeroporto di Honolulu – le WikiWiki Bus – siano consapevoli di aver dato nome ad una rivoluzione sconvolgente nel mondo della fruizione dell’informazione ma tant’è.
Dalle navette aeroportuali alla rete c’è una distanza notevole: a colmarla fu Ward Cunningham, ideatore, sciamano e padre spirituale del primo wiki. Se inizialmente – metà anni ’90 - il termine era stato partorito per definire un innovativo software che consentisse di scrivere, discutere e dunque sviluppare cooperativamente particolari linguaggi di programmazione, il termine è passato, nel tempo, ad indicare una pagina web il cui contenuto è pubblicamente accessibile e modificabile da un qualsiasi utente – salvo poi passare al setaccio di una revisione di qualità.
Perchè parlavo in apertura di “teoria della conoscenza”?
“Libero contributo” e “libera fruizione” sono elementi spesso efficaci nel contrastare la componente ideologica insita nell’informazione pubblica. Non solo. Un “monumento informatico” come wikipedia costringe a rivedere radicalmente l’idea che abbiamo del complesso della conoscenza umana in senso globale e cooperativo: è possibile, in altre parole, andare verso un primo grande bilancio di ciò che è stato fatto, per capire cosa vogliamo fare?
Wiki by Wikipedia
Portland Pattern Repository
Ward Cunningham
Pubblicato da Shunran alle 3/15/2008 04:19:00 PM 2 commenti
Etichette: wiki conoscenza